Friday, February 19, 2010

Rileggere i situazionisti. Febbraio e l'ottimismo ormonale.

E' sempre imbarazzante scoprire un testo sull'Internet, intanto perchè parlare di scoperta è, in questo caso più che in ogni altro, sommamente soggettivo. Il testo stava la mica andava scoperto o non sarebbe esististito se non l'avessi trovato ?

La sostanza del post è di segnalare proprio la versione Italiana de "IL LIBRO DEI PIACERI" di Raoul Vaneigem di cui ho riportato, in altri post, brevi estratti in altre lingue.

Un breve estratto:

I pensieri di morte sono i pensieri del mondo dominante.

Più la vita deperisce e più il mercato, puntando sulla penuria dei godimenti,moltiplica l'offerta dei piaceri della sopravvivenza, la cui vendita e acquisto si rovesciano subito in costrizione e lavoro. E neanche il loro rifiuto fa a meno di rientrare nella bilancia dei pagamenti.

Con quale faccia denunciate la classe burocratico-borghese, i mangiatori di carogne della conquista mercantile, l'apparato funebre di una società che si distrugge nella corsa al profitto e al potere!

Riconoscete almeno, a questi signori, la sincerità del loro deperimento. Essi si eccitano al prezzo delle cose, accettano la loro miseria come una fatalità del denaro, rivendicano la loro bassezza, il loro odio per quello che vive, la loro, giustizia, la loro polizia, la loro libertà di uccidere, la loro civilizzazione.

Ma voi che vi pensate del campo opposto, voi che puntate sulla sconfitta della merce, sulla fine dello Stato, sull'avvento di una società senza classi, voi che intonate, fra un boccone e l'altro, i canti di vendetta nei quali si sente. già il rumore degli stivali, in cosa sareste diversi dai vostri nemici, in cosa fareste sentire meno il puzzo della morte?

Non raccontatemi che state esultando in anticipo degli ultimi giorni del vecchio mondo. Attendere con pazienza o con impazienza l'ultimo sussulto di una società che ci ghermisce e ci trascina nel turbine della sua agonia, è un passatempo da cadaveri. Vi siete tanto promessi la festa di cui morite dalla voglia, che non vi resta che la voglia di morire.

Passate a profetizzare l'apocalisse nello stesso tempo che un burocrate impiega a programmare le sue future promozioni. Come lui, il mercato della noia è riuscito a interessarvi.

La forma vagamente ieratica da un po fastidio rileggendo il tutto. Ha ancora il sapore dell'età delle ideologie dove sentirsi uguali spesso l'aveva vinta sull'attenzione alla diversità e alla ricchezza della varietà.

Tuttavia i Situazionisti hanno un valore innegabile dato dall'essere stati più o meno gli unici del periodo a cavallo tra i 60 e l'inizio degli 80 a chiedersi seriamente da dove sorgesse l'infelicità che ognuno di noi può serenamente toccare con mano. Gia tempo indietro ho accennato a come la questione della felicità sia per la cultura Occidentale una questione di primaria importanza.

Certo vanno riletti con opportuni aggiustamenti, e forse anche, non me ne vogliano, con qualche compromesso.

Sarebbe però sbagliato raccogliere molte delle proposte Situazioniste come normative, seppur altre, per una buona vita. No, penso che il loro uso debba più essere considerato come un contributo alla necessaria sperimentazione di modelli altri di interazione, senza per questo entrare nel gioco che si vuole rovesciare e diventare noi stessi distributori di dolore, certo un po di dolore fa bene, se non calmierato dalla pillola che ogni cosa manda giù. La disperata fuga dalla odiosa sensazione aguzza l'ingegno.

Per tenervi allegri ecco qui un altro passo in merito di Isidore Ducasse Comte de Lautremont, amato dai Situazionisti, che sembrerebbe invece non dare scampo:
Ci sono ore, nella vita, in cui l'uomo dalla capigliatura pidocchiosa lancia, con occhio fisso, sguardi selvaggi sulle verdi membrane dello spazio; perché gli sembra di udire, davanti a sé, gli schiamazzi ironici di un fantasma.

Barcolla e china la testa: ciò che ha udito, è la voce della coscienza. Allora si precipita fuori di casa, con la rapidità di un pazzo, prende la prima direzione che si offre al suo stupore, e divora le rugose pianure della campagna.

Ma il giallo fantasma non lo perde di vista, e lo insegue con eguale velocità. A volte, in una notte di bufera, mentre legioni di polipi alati, da lontano simili ai corvi, planano al di sopra delle nubi, dirigendosi con rapido volo verso le città degli umani con la missione di avvertirli di cambiare condotta, il ciottolo dall'occhio cupo vede passare due esseri al bagliore del lampo, uno dietro l'altro; e, asciugando una furtiva lacrima di compassione che gli cola dalla palpebra gelida, esclama: «Certo, se lo merita; è proprio giusto».

Detto questo, riprende il suo atteggiamento feroce, e continua a osservare, con tremito nervoso, la caccia all'uomo e le grandi labbra della vagina d'ombra da cui colano senza tregua, come un fiume, immensi spermatozoi tenebrosi che spiccano il volo nell'etere lugubre, nascondendo col vasto dispiegarsi delle loro ali di pipistrello la natura intera e le solitarie legioni di polipi, divenute tetre alla vista di tali folgorazioni sorde e inesprimibili. Ma intanto continua lo steeple-chase tra i due infaticabili corridori, e il fantasma lancia dalla bocca torrenti di fuoco sulla schiena calcinata dell'antilope umana. Se, nel compimento di questo dovere, incontra per strada la pietà che vuole sbarrargli il passo, cede con ripugnanza alle sue suppliche e lascia fuggire l'uomo. Il fantasma fa schioccare la lingua, come per dire a se stesso che l'inseguimento è ormai finito, e torna al suo canile, fino a nuovo ordine.

La sua voce di condannato si ode negli strati più lontani dello spazio; e quando il suo urlo spaventoso penetra nel cuore umano, dicono che costui preferirebbe avere per madre la morte piuttosto che il rimorso per figlio.

Affonda la testa fino alle spalle nelle complicazioni terrose di un buco; ma la coscienza volatilizza quest'astuzia da struzzo. Lo scavo evapora, goccia d'etere; appare la luce col suo corteo di raggi, come un volo di chiurli che si abbatta sulle lavande; e l'uomo si ritrova di fronte a se stesso, con gli occhi sbarrati e smorti. L'ho visto dirigersi verso il mare, risalire un promontorio frastagliato e battuto dalla schiuma, e poi precipitarsi tra i flutti come una freccia. Ecco il miracolo: il cadavere riappariva, l'indomani, sulla superficie dell'oceano, che riportava a riva quel rottame di carne.

In Italia, negli anni Settanta, un intero movimento tentò, in autonomia, le strade percorse dai membri della Internazionale Situazionista, ma non sapevamo, non avevamo guide, anzi le guide erano sospette, gli stessi compagni dei partitini extraparlamentari divennero nostri nemici. Eppure molte Femministe e molti dei movimenti giovanili si infilarono in queste profondità. Purtroppo il calcolo numerico ci dice che solo nelle aree industriali avanzate del Nord vi fu un genuino porsi delle domande senza le fette di salame dell'ideologia sugli occhi o evitando come la peste la semplice riproposizione vuota di puri aspetti di superficie, non me ne vogliano i compagni Romani del periodo. Stiamo parlando di poche migliaia al più. Come se non bastasse, il frullatore della vita, con l'eroina, il bisogno di merci, e infine la credenza nel venir meno della funzione di utilità biologica (suicidio) ci hanno ulteriormente decimati. A mettere il coperchio sulla maceria ci hanno poi pensato i rapanelli (rafaniello).

Ma i caveat migliori vengono dagli stessi Situazionisti cito un ulteriore estratto:

L'uomo influente si accorge presto che mentre agisce su di loro, è un fantasma nella testa degli altri. Se spera di salvare questo fantasma di sé « per il bene dei suoi simili » si perde e si sbaglia con loro.

E’ per questo che non ho l'intenzione di convincervi. Non mi preoccupo affatto di convincervi. Non mi preoccupo affatto di aggiungere disprezzo al disprezzo che già portate per interposte persone. Per quanto scrupolosi siate a prestare orecchio ai messaggeri della vostra autodistruzione, orecchio che vi sarà restituito con l'interesse, preferisco, con disinvoltura, attendere che il piacere vi renda sordi prima o poi a tutto quello che non viene ad accrescerlo.

Noi ci siamo troppo battuti per mancanza, non abbastanza per abbondanza. Che i morti seppelliscano i loro morti! La mia felicità non si nutre di virtù, soprattutto non di virtù rivoluzionarie. Prendo il mio piacere da ciò che vive. Chi rinuncia ai propri desideri muore avvelenato dalle verità morte.
Buona lettura.

PS: scordavo. Siamo nel mese di Febbraio. Le statistiche ci dicono che l'attività ormonale va a mille in sto mese. Il fiorire aviario potrebbe indurvi a scuotere la testa pensando di avere cose più concrete a portata di mano. Non c'è problema vi aspetto, come il ciotolo feroce, dopo la tempesta. Sempre che siate ancora capaci di desiderare la fuga.

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