Wednesday, February 10, 2010

Formazione Informazione Scuola Sfigati Anziani

Ieri ho seguito un grande via vai mediatico sul problema della diminuzione di studenti provenienti dai ceti bassi nelle iscrizioni Universitarie. Finalmente tutti sembrano aver capito che la gente non si iscrive ad una scuola solo per passatempo ma anche per la speranza di fare una vita migliore. Ora se gli iscritti sono in calo ... lascio a voi il semplice ragionamento consequenziale.

Il grosso dei commentatori ha scaricato la faccenda sul fatto che in Italia ci sono pochissime aziende a tecnologia avanzata. Senza andare troppo sull'avanzato a me pare che in Italia non si faccia uso di personale con una seria preparazione informatica, con una seria capacità di comunicare, con una seria capacità di pianificare e così via. In sostanza non ci sarebbe domanda di competenza.

Mi pare un po troppo semplice. Si è il solito giochetto. Gli accademici sostengono che sulla loro qualità non c'è dubbio visto che tutti trovano lavoro fuori e ben pagato. Altri colpa non ha perchè gli unici colpevoli sono quelli che non ci sono: le aziende a tecnologie avanzate. Chissà se questo artificio retorico basterà a risollevare le sorti ? Ho qualche dubbio.

Primo dubbio:non sarà che i laureati Italiani vanno all'estero perché l'offerta formativa è stata copiata di sana pianta dagli stessi paesi esteri e non c'entri un fico con il fabbisogno nazionale ? E poi, visto che pare manchino i due terzi di fondi per fare il rituale censimento, che si fa per capire e far capire come si muove l'Italia ? Questo è un segmento in cui siamo carenti. Nel resto del mondo tocca alle camere di commercio fare sto lavoro, in Italia le camere di commercio gestiscono poteri burocratici enormi e distribuiscono lavoro nel contesto delle rispettive parrocchie, abbiamo un mondo alla rovescia qui, l'utilità del servizio non è rivolta agli utenti ma ai gerenti. E quanti altri oggetti con compiti istituzionale/economico/formativo funzionano cosi ? Quasi tutti dallo sportello di una modesta posta fino alle Presidenze più alte.

Secondo dubbio: perché sono sempre accademici a fare queste analisi ? Non è come chiedere al macellaio se è buona la sua carne ? E poi sorge il dubbio come mai questi preoccupati discorsi di classe sorgono solo in occasione del taglio dei fondi ?

Terzo dubbio: ma non sarà che molti di costoro che vanno all'estero alla fine non finiscano in multinazionali dove, lo sappiamo tutti, è molto importante essere yesmen e non inventivi ? Ovviamente questo punto è strettamente correlato al primo. Il continuo puntare a inutile nozionismo produce, lo sappiamo tutti, dei perfetti pirla dal punto di vista dell'autonomia decisionale, anche creativa.

Escludo per carità di patria l'immane massa di sfigati che frequenta facoltà umanistiche, ci sono anche io e non mi tiro fuori. Qui il discorso da fare è tutto un altro. Ma potete leggervi i post su devoluzioni allo scopo.

Una cosa che ho visto calare negli studenti che arrivavano al master è stata non tanto la motivazione a studiare ma la motivazione ad autogestire il proprio futuro. In sostanza tutti erano li a cercare un datore di lavoro. Ovvio che se poi non lo trovi e ti viene offerto un osso lo accetti. Al tempo in cui giravo dalle parti di filosofia si percepiva, chiaramente, quasi un odio per la piccola o libera imprenditoria. E cose da fare ce ne sarebbero. Ho più di una volta rilevato come l'Italia sia il paese delle marginalità, vale a dire quelle produzioni destinate ad essere ad alto costo e prodott e in quantità o unica o scarsa, un pò come il nostro territorio che è cosi vario da essere scarso in ogni sua meravigliosa manifestazione, sempre che qualcuno non ci abbia rovesciato del cemento.

Purtroppo l'umanista e oramai anche lo studente scientifico invece si preparano solo con l'idea di essere un componente "fordista" di una catena di produzione. Una cosa che ricorda molto gli struzzi visto che negli ultimi due decenni le aziende che hanno avuto serio successo di mercato sono nate da gente con le pezze al culo in un garage. Il modello fordista non funziona, non c'è più e da noi non c'è quasi mai stato se non per aziende surrettiziamente sostenute dal pubblico, ivi inclusa FIAT che per anni ha vissuto su un semi monopolio appoggiato dalle commesse pubbliche. Infatti l'importante era che assomigliassero ad auto. Interessante che parimenti le auto Americane assomigliavano pure ad auto ma erano in realtà bruciatori di benzina, forse è per questo che il sodalizio ha funzionato ? Scusatemi per lo svolazzo ironico.

L'altro dato che balza agli occhi è la faccenda del taglio dei danari alle università che a causa di questo avrebbero dovuto aumentare le rette. Qualcuno ha notizia di una Università che abbia ridotto di almeno il 10% le proprie spese di amministrazione (badate bene amministrazione non docenti o ricercatori, no contabili e potenti che maneggiano i soldi veri sto dicendo) ? No ? Che scoperta. Ma andatevi a vedere i bilanci e vedete quanto questi gravano poi ne parliamo.

Sempre in merito ai tagli poi risulta evidente che i tagli in sanità producono in genere sollevamenti popolari quelli nella formazione no. Qui la questione mi pare semplice. La maggioranza della popolazione Italiana è costituita da un branco di vecchi egoisti tesi solo alle proprie ipocondrie o malattie da obesità, non parliamo dei lexotanati, che gli frega a questi della formazione ?

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