"... da chi ti paradisa dicendo 'è per amore' ..."
Cantava Guccini in Amerigo. Come tutti coloro che per una ragione o per l'altra stanno soffrendo da risultati delle proprie relazioni affettive tendo, ovviamente, a vedere nella coppia, e i suoi derivati, molti dei mali del mondo.
Del resto ben ne trattava Musil nel "discorso sulla stupidità" dove, quasi da antropologo, analizza i capannelli d'opinione che si possono formare intorno ad una sputacchiera.
Chi come me negli anni 70 ha messo la propria testa nel frullatore soffre in modo molto specifico di questi problemi. In primo luogo perché la frenetica dilaniazione che ci siamo praticati, come dei novelli Emo interiori, ha in certo qual modo alterato il nostro rapporto con le convenzioni. Certe cose, diciamolo, ci facevano proprio schifo, e su quei rifiuti spesso abbiamo intessuto il nostro modo di vedere i rapporti. In secondo luogo perché se ti chiedi troppe cose dell'altro alla fine, guardando nei suoi occhi non puoi che cogliere l'abisso dell'incomprensione, o il mostro, l'altro da te con i suoi desideri, a quel punto indecifrabili.
Il risultato per quel che mi concerne non è decisamente entusiasmante. Certo, sono stato amato, ma ho pagato ogni millesimo, sopratutto in autostima perché alla fin fine quelle cose, che erano per noi al tempo finzione borghese, o le accetti o sei fuori, nessuna possibilità di esprimere al tua sfera affettiva sia essa espressione di corpo, anima o mente .... he he mi piace il riferimento vetusto e anacronistico.
Giusto l'altro giorno, nel vero campo da guerra interiore che mi ritrovo, mi stavo perdendo in una degli infiniti avvitamenti di odio, amore, desiderio, rabbia, rifiuto. Purtroppo, una visione che consideri anche le altrui ragioni dà poco scampo nel delineare un qualche appiglio cui attaccarsi per vedere sopra la nebbia delle giuste ragioni di ciascuno. Semplificare .... l'unica soluzione.
E chi è la figura professionale del nostro mondo che più è abile a semplificare ? Ma lui il Militare di professione. Il comandante sul campo. Pur non essendo un grande fan di questa tipologia umana, riconosco che dobbiamo ai militari molte delle spinte iniziali nella ricerca in campo psicologico e in altre discipline umanistiche. Datevi una attenta lettura a questo per rendervi conto di cosa parlo.
Tra le cose di immediata utilità eccovi tre domande, fondamentali, da porvi in caso di smarrimento. Sono estratte da pagina 8:
a. Situational Awareness, which answers the questions:
(1) Where am I?
(2) Where are my friends?
(3) Where is the enemy?
Queste tre semplici domande vi permettono di fare il vostro punto rispetto agli altri. Personalmente io ho tirato una riga. Chi mi procura dolore, per qualsiasi ragione, non sta dove stanno gli amici.
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